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La televisione digitale terrestre è un nuovo processo industriale che ha generato
nuove società e nuove occupazioni. La filiera produttiva della televisione digitale
terrestre in Italia coinvolge infatti alcune centinaia di migliaia di nuovi addetti ad
elevata professionalità: da coloro che producono apparati per la digitalizzazione
degli impianti a coloro che creano nuovi applicativi per i contenuti interattivi, sino al mondo
della Pubblica Amministrazione con i nuovi servizi al cittadino, via televisione. Dalla ST
Microeletronics che a Catania è divenuta centro di eccellenza mondiale (leader assoluta
nella produzione di microchip per decoder), alle decine di aziende italiane ed europee che
producono box interattivi; dalle migliaia di punti vendita, specializzati e non, che hanno
individuato nel decoder uno degli elementi trainanti per la vendita nelle proprie catene,
fino alle decine di migliaia di antennisti che stanno riqualificando la propria attività
professionale proprio grazie al digitale terrestre.
Il Protocollo d'intesa firmato nel 2005 da DGTVi e ANIE ha inteso favorire un confronto continuo
tra le esigenze dei produttori e le strategie dei broadcaster, perchè i decoder e la loro
evoluzione, seguaissero il rispetto delle regole di mercato e al tempo stesso delle esigenze dei
consumatori ("tutti i decoder devono poter ricevere tutti i programmi e tutti i servizi").
Nella stessa direzione il Protocollo d'intesa fra DGTVi e le grandi aziende di distribuzione di
beni di elettronica di consumo, anch'esso siglato nel 2005 che ha inteso condividere tutte le
informazioni sul digitale terrestre, al fine di fornire le indicazioni necessarie agli utenti
e ai consumatori nei diversi punti vendita presenti sul territorio.
Il processo industriale attivato dal digitale terrestre nel suo complesso ha creato insomma un
circolo virtuoso che si estende ben oltre la cerchia degli operatori televisivi in senso stretto.
Un solo dato: nel 2009, in piena crisi economica, il settore dell'elettronica di consumo a partire
dal secondo trimestre, quando ha beneficiato della prima grande ondata di switch off, ha registrato
un + 30% di vendita nel comparto dei ricevitori televisivi. Risultato anticiclico che ha portato
l'intero settore dell'elettronica a chiudere il semestre con un dato positivo.
Quindi con il passaggio al digitale terrestre non si tratta più, soltanto, di decidere del presente e
del futuro delle emittenti televisive ma, anche, di incidere su un grande processo industriale di uno
dei comparti produttivi emergenti nel nostro Paese.
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