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Il sistema televisivo analogico che ci ha accompagnati per cinquant'anni, sta
subendo una rivoluzione tecnica epocale che lo trasformerà in digitale:
a breve anche la televisione utilizzerà esclusivamente segnali basati
su codici binari (dall'inglese digit, cifra) come quelli dei computer, di Internet,
dei cd e della telefonia mobile. In Italia, dove a differenza di altri Paesi europei
il segnale televisivo è stato prevalentemente trasmesso via etere, erede naturale
della tv tradizionale è cosiddetta televisione digitale terrestre, in sigla DVB-T
(Terrestrial Digital Video Broadcasting). La televisione digitale terrestre è
in corso di introduzione nel nostro Paese, dove coinvolgerà progressivamente
gli oltre 20 milioni di abitazioni e 50 milioni di apparecchi televisivi. Il passaggio
alla televisione digitale sarà completato - come previsto da una legge del
Parlamento italiano - entro il 2012.
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Per gli utenti i principali benefici derivanti dall'introduzione della televisione digitale
terrestre (di seguito DTT) sono: il maggior numero di canali disponibili (almeno il quintuplo
di quelli attuali); la migliore qualità audio e dell'immagine (la trasmissione digitale
rispetto a quella analogica permette di campionare più dettagliatamente immagine e suono,
è particolarmente resistente ai disturbi quali echi, interferenze, non subisce deterioramento);
la possibilità di accedere a informazioni aggiuntive a giochi relativi a programmi televisivi
e prodotti con un semplice click sul telecomando; la possibilità di usare il mezzo televisivo
per l'utilizzo di servizi di informazione e di pubblica utilità e in futuro servizi commerciali
con il canale di ritorno dei decoder interattivi (senza cioè il bisogno di SMS o telefonate)
ora accessibili solo con mezzi più complessi (ad esempio, reti aziendali oppure PC domestico
collegato a Internet); il minore inquinamento elettromagnetico (la DTT richiede potenze di trasmissione
inferiori rispetto a quella analogica).
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Sì, il numero di canali TV che è possibile trasmettere con la DTT è moltiplicabile
anche fino a dieci: infatti, su una singola frequenza televisiva, mentre in analogico si può
trasportare un solo programma, in digitale ne possono essere trasportati da 5 a 7 e, in prospettiva,
con tecniche di compressione sempre più evolute, fino a 10 (a seconda del tipo di canali e
della qualità prefissata dall'emittente televisiva). Vengono così ampiamente superati
i limiti del vecchio sistema analogico che non consentiva l'introduzione di ulteriori programmi TV.
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Come accade per la televisione analogica, oltre al canone TV non è necessario pagare alcun
abbonamento. La TV digitale terrestre, in quanto sostitutiva dell'attuale TV analogica, viene
trasmessa per lo più gratuitamente ("in chiaro", nel gergo tecnico, ossia non criptata).
Sono comunque attivi anche alcuni servizi a pagamento che permettono di vedere particolari eventi
per mezzo di una carta (in gergo "smart card") da inserire nel decoder.
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L'EPG (Electronic Program Guide - guida elettronica ai programmi) è un servizio aggiunto della
TV digitale. Praticamente il telespettatore può navigare, tramite telecomando, in un sistema
di menù su schermo che riportano la programmazione dei canali del digitale terrestre, con
titoli, orari, trame, cast e altre informazioni sui programmi della giornata e della settimana.
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Con questo termine si intende lo spegnimento dei tradizionali segnali televisivi analogici e il passaggio
ai nuovi segnali in digitale terrestre. Lo Switch-Off in Italia è cominciato nel 2008 con la
Sardegna e sta coinvolgendo gradualmente tutte le altre regioni. Si concluderà entro il 2012.
Dove necessario, lo Switch-Off, ovvero lo spegnimento di tutti i segnali analogici, viene anticipato
da una fase denominata Switch-Over, durante la quale vengono spenti i segnali analogici dei soli canali
Rai Due e/o Retequattro, un accorgimento che serve a liberare le frequenze necessarie ad accendere alcuni
nuovi canali digitali.
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Il Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per le Comunicazioni ha pubblicato un
sito Internet molto completo e
aggiornato sul quale è possibile reperire tutte le informazioni necessarie relative allo
Switch-Off della propria area geografica, ai contributi all'acquisto del decoder digitale, ai
Comuni in fase di transizione al digitale, all'installazione e alla sintonizzazione dei vari
modelli di decoder e tv con decoder integrato. Le stesse informazioni vengono fornite anche
dal numero verde del Ministero, 800.022.000 (attivo dal lunedì al sabato dalle 8.00
alle 20.00 esclusi i giorni festivi).
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Il sito DGTVi presenta un motore di ricerca per provincia e comune che permette di conoscere
se il segnale digitale sia presente o meno nell'area geografica di interesse. Le emittenti
televisive, principalmente attraverso i propri siti Internet, indicano le varie zone del
territorio raggiunte dal servizio. Anche i punti vendita presso i quali è possibile
acquistare decoder sapranno indicare le condizioni di copertura nell'area in cui l'utente risiede.
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L'offerta in chiaro del digitale terrestre viene trasmessa anche via satellite sulla piattaforma
TivùSat, per ricevere la quale è sufficiente una parabola puntata sui 13°
Est e un decoder TivùSat con relativa smart card. TivùSat è stata pensata
proprio come offerta complementare al digitale terrestre, rivolta a quei cittadini residenti in
zone non raggiunte dal segnale via etere. Per saperne di più:
www.tivu.tv.
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è necessario avere un'apparecchiatura di decodifica del segnale digitale detta decoder
o set-top box o semplicemente box, da collegare alla presa d'antenna e al televisore mediante
la presa SCART (la stessa presa SCART usata per collegare il videoregistratore e il decoder
satellitare) oppure, nel caso di un decoder in alta definizione, mediante la connessione HDMI
(acronimo di High Definition Multimedia Interface; è uno standard commerciale completamente
digitale utilizzato per il collegamento tra dispositivi digitali per il trasporto dei segnali
audio/video in formato non compresso; garantisce la massima qualità del segnale sia in
termini di colori visualizzati che in termini di risoluzione). In alternativa, è necessario
un televisore con decoder per il digitale terrestre integrato (tutti i televisori attualmente in
vendita sono dotati di decoder integrato).
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No, non è necessario cambiare il proprio televisore. Basta una semplice apparecchiatura
di adattamento, detta decoder, o set-top box ,o semplicemente box. Per una piena fruizione delle
possibilità offerte dalla TV digitale, il box deve essere di tipo interattivo.
Il decoder può essere esterno oppure integrato nel televisore. Una legge dello Stato
impone, dall'aprile 2009, che ogni nuovo televisore in vendita integri al suo interno il decoder
per la ricezione digitale terrestre.
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Esistono sul mercato due categorie principali di decoder: quelli interattivi (che integrano le
funzionalità dello standard MHP), in grado di ricevere programmi televisivi, sia in chiaro
che a pagamento, e di utilizzare i servizi interattivi disponibili con la televisione digitale;
e quelli non interattivi, detti anche "zapper", in grado di ricevere solo i programmi televisivi
in chiaro. Ci sono poi diversi tipi di decoder interattivi, quelli in grado di ricevere solo
i canali in definizione standard e quelli che ricevono anche i canali in Alta Definizione
(sia in chiaro che a pagamento). In particolare, questi ultimi, siano essi decoder esterni o
televisori integrati identificabili dalla presenza del bollino "gold" del DGTVi, grazie alla
possibilità di connettersi alla larga banda casalinga (p.es. ADSL) permettono la fruizione
di servizi interattivi avanzati. Questi si affiancano a quelli già oggi trasmessi su
diversi canali del digitale terrestre e normalmente accessibili attraverso il tasto rosso del
telecomando; sono i cosiddetti servizi OTTV (Over the Top TV) che utilizzano la rete internet
per l'erogazione di servizi e contenuti in "streaming video" sul televisore. Un primo servizio
OTTV di questo tipo è "La7 on Demand", disponibile sul canale 777 del digitale terrestre
e fruibile, ad oggi, solo con alcuni apparati (per maggiori informazioni
www.la7.tv); nei prossimi mesi altri servizi
"on demand" verranno messi a disposizione dai broadcaster, RAI e Mediaset e altri, sia gratuitamente
che a pagamento. Infine è utile segnalare che esistono videoregistratori, DVD player/recorder
e altri dispositivi che integrano un decoder per il digitale terrestre.
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Fondamentalmente due: quelli il cui decoder integrato può ricevere solo i canali in chiaro,
e quelli che possono ricevere anche i canali a pagamento. Questa seconda tipologia, poi, può
o meno essere compatibile con i servizi interattivi, con i canali in Alta Definizione o con le
comunicazioni in banda larga.
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Sono la migliore forma di garanzia per l'utente che si deve equipaggiare per la ricezione digitale
terrestre. Vengono applicati sui decoder esterni e sui televisori con decoder integrato che presentano
tutte quelle caratteristiche che assicurano la ricezione ottimale dei segnali digitali, testate in
laboratori specializzati. I bollini presentano colori diversi a seconda della capacità del decoder
o del televisore integrato di ricevere le varie componenti della televisione digitale terrestre. Bollino
Grigio: decoder che ricevono solo canali in chiaro; Bollino Bianco: televisore integrato che riceve i
canali in chiaro ed è compatibile con la tv a pagamento; Bollino Blu: decoder e televisori integrati
che ricevono i canali in chiaro, i servizi interattivi e sono compatibili con la tv a pagamento; Bollino
Silver: televisori integrati che ricevono canali in chiaro e a pagamento, anche in Alta Definizione; Bollino
Gold: decoder e televisori integrati che ricevono canali in chiaro e a pagamento anche in Alta Definizione,
i servizi interattivi anche via web (es. contenuti on demand) grazie al collegamento in banda larga.
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Lo stesso decoder consente di vedere tutti i canali in chiaro del digitale terrestre disponibili
nella propria zona. Se poi si vogliono vedere i canali a pagamento, è necessario che il
decoder in questione sia compatibile con la pay tv, così come se si vogliono vedere i
canali in Alta Definizione serve un decoder (e un televisore) compatibile con questo standard.
è possibile accedere all'intera offerta del digitale terrestre (free e pay tv, anche in
alta definizione, e ai servizi interattivi) con un unico decoder (è il decoder con il
bollino "gold" DGTVi), così come è possibile scegliere il decoder più
adeguato alle proprie esigenze di visione grazie alla diverse caratteristiche dei dispositivi
presenti sul mercato e facilmente identificabili dai cinque bollini del DGTVi (vedi relativa
FAQ sui bollini DGTVi). Prima di comprare il decoder, tuttavia, è opportuno accertarsi
che la propria zona di residenza sia coperta dal servizio di televisione digitale terrestre.
Per le zone non raggiunte dal segnale DTT (generalmente quelle con problemi di ricezione anche
via etere analogico (es. valli montane) esiste il sistema integrativo via satellite Tivusat
(vedi Il DT via satellite in "Istruzioni per l'uso").
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La difficoltà di installazione non è superiore a quella relativa a un normale
televisore o un videoregistratore. Qualora, nonostante l'accertata copertura del servizio,
l'utente non riuscisse a vedere alcun segnale o a vedere solo una parte dei canali offerti,
occorrerà rivolgersi ad un tecnico per assicurare una corretta installazione oppure
per verificare l'efficienza del proprio impianto di antenna.
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Il più vicino possibile al televisore, avendo cura che vi sia sufficiente spazio per
passare i cavi di collegamento (presa SCART, alimentazione e collegamento alla linea telefonica)
oltre ad un passaggio d'aria.
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Il decoder dispone di un solo collegamento all'apparecchio televisivo. Esistono dispositivi
per la ripetizione del segnale su più televisori, ma non è possibile vedere
programmi differenti su due televisori con un solo decoder.
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No. I decoder attualmente in commercio permettono di vedere un canale per volta.
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Funzionano come per l'impianto singolo, ma naturalmente entrano in gioco le regole del
condominio per quanto riguarda la necessità di eventuali interventi tecnici sulle
parti comuni dell'impianto.
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Assolutamente no. Sono diversi sia la banda occupata dal segnale, sia il tipo di modulazione.
Come risultato, non si vedrebbe nulla sullo schermo. Esistono tuttavia sul mercato ricevitori
combinati che permettono la ricezione sia del segnale digitale terrestre che di quello satellitare.
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Il tecnico installatore di fiducia, già in passato utilizzato per eventuali interventi
sul nostro impianto analogico e sul nostro impianto satellitare, dovrebbe avere già
provveduto al proprio aggiornamento professionale. Esistono tuttavia associazioni di categoria
di installatori di antenne e scuole specializzate che sono in grado di fornire l'elenco di
tecnici qualificati. Sul sito del Ministero dello Sviluppo Dipartimento per le Comunicazioni,
c'è comunque un elenco di
installatori
raccomandati.
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No, non bisogna installare alcuna parabola. Questa serve solo per ricevere la TV via satellite.
Per la DTT bastano le antenne tradizionali con cui abbiamo sempre ricevuto le TV nazionali e le TV locali.
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No, nella stragrande maggioranza dei casi, non si deve cambiare l'antenna esistente.
Gli impianti di ricezione per la televisione digitale terrestre sono identici a quelli
usati per la ricezione analogica. Le attuali antenne (nelle bande III, IV e V) e la rete
di distribuzione dalle antenne all'interno degli edifici con gli opportuni dispositivi
intermedi (derivatori, partitori, amplificatori, miscelatori/demiscelatori, attenuatori,
filtri, ecc.) sono adatte anche alla ricezione digitale. In qualche caso, tuttavia,
potrebbe essere richiesto il montaggio di un'antenna supplementare, ad esempio quando
non si dispone già di un'antenna nella banda su cui è irradiato il
segnale digitale.
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No, in generale è stato previsto che le nuove reti digitali si avvalgano degli
stessi siti di trasmissione della TV analogica. Quindi, non è necessario cambiare
il puntamento della propria antenna terrestre. Tuttavia, in alcune zone del territorio,
i segnali digitali potrebbero provenire da siti diversi da quelli che irradiano i segnali
analogici. In tal caso, potrebbe essere richiesto un diverso puntamento dell'antenna, o
il montaggio di un'antenna supplementare da puntare verso i siti che trasmettono in digitale.
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Dipende dal tipo di impianto utilizzato: nel caso di impianto cosiddetto "a larga banda",
non si verificherà alcun tipo di problema. Nel caso di impianti diversi, "modulari"
o "misti", potrebbe essere invece necessario l'intervento di un tecnico. Si raccomanda
dunque di interessare il proprio amministratore di condominio affinché verifichi
il tipo di impianto utilizzato ed, eventualmente, contatti un tecnico specializzato.
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Il set-top box o decoder esterno è un apparato (generalmente più piccolo
di un videoregistratore) che consente di ricevere il segnale digitale e di utilizzare,
nel caso di un set-top box interattivo, le nuove applicazioni associate ai programmi e
ai canali televisivi. è dotato di un telecomando molto semplice, simile a quello
che già conosciamo, con l'aggiunta di quattro tasti colorati che permettono di
accedere ai servizi interattivi.
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Presso ogni punto vendita di apparecchiature elettroniche di consumo.
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Sì, ma solo per l'acquisto di un decoder interattivo (MHP) e per gli utenti
in regola con l'abbonamento Rai, delle aree prossime o che hanno già effettuato
lo spegnimento del segnale analogico e che rientrino nei criteri (reddito, età, ecc.)
che sono stati stabiliti di concerto dall'Ente Regione ed il Ministero. Per maggiori
informazioni: 800.022.000 oppure
www.decoder.comunicazioni.it.
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Il Governo Italiano ha individuato nella televisione digitale interattiva l'occasione per
diffondere dei servizi della società dell'informazione presso la totalità
dei cittadini, attraverso un terminale diffusissimo e a tutti familiare. Lo scopo è
ottenere servizi più efficienti, a minore costo per la collettività e
utilizzabili comodamente da casa (evitando file agli sportelli e inutili spostamenti).
Solo i decoder interattivi possono assicurare l'utilizzo di servizi di pubblica utilità
e quindi favorire la diffusione dei servizi della società dell'informazione.
Per questo motivo lo Stato incoraggia esclusivamente l'acquisto di set-top box interattivi.
Il contributo statale è disponibile unicamente per le aree "all digital" con criteri
individuati nelle singole aree e comunicati agli utenti, aventi diritto, in regola con il
canone Rai.
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La legge prevede che ha diritto all'agevolazione l'abbonato in regola con il pagamento
del canone Rai. Per usufruire dell'agevolazione basterà recarsi in negozio ed essere
pronti a fornire ricevuta di pagamento dell'abbonamento Rai, di un documento di riconoscimento
e del proprio codice fiscale. Il negoziante applicherà immediatamente lo sconto, previsto
dal contributo statale per l'avente diritto, sul prezzo di vendita. Si potrà usufruire
dell'agevolazione solo una volta e solo per l'acquisto di decoder di tipo interattivo. Per
maggiori informazioni: 800.022.000 oppure
decoder.comunicazioni.it.
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Prima di poter guardare i canali del digitale terrestre, è necessario effettuare la
sintonizzazione dei canali (in modalità manuale o, consigliabile, automatica); molto
utile è la funzione LCN (acronimo di Logical Channel Numbering) ci cui sono dotati tutti
i ricevitori con bollino DGTVi, che memorizzerà automaticamente i canali sintonizzati
nella posizione numerica reimpostata da ogni emittente, sia nazionale che locale. La procedura
di sintonizzazione è descritta sul libretto di istruzioni dei decoder e dei televisori
con decoder integrato. Durante e subito dopo le fasi di switch-over e di switch-off, potrebbe e
ssere necessario effettuare nuovamente la sintonizzazione dell'apparecchio, anche più
di una volta, finché tutti i canali saranno perfettamente visibili.
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è possibile scegliere di personalizzare la propria lista di canali scegliendo un
proprio ordine preferito, oppure sfruttare l'ordine preimpostato dalla funzione LCN
(acronimo di Logical Channel Numbering, funzione presente su tutti i decoder e i televisori
con decoder integrato certificati dai bollini DGTVi).
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Decoder e televisori dotati di funzione LCN (acronimo di Logical Channel Numbering,
funzione presente su tutti i decoder e i televisori con decoder integrato certificati
dai bollini DGTVi) memorizzeranno automaticamente il nuovo canale. In assenza di
questa funzione potrebbe essere necessario aggiungere manualmente il canale in questione
o effettuare nuovamente la sintonizzazione.
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Verificare, attraverso il sito del DGTVi
www.dgtvi.it
che la zona di residenza sia coperta dal servizio DTT. In caso positivo, provare a effettuare nuovamente la
sintonizzazione del decoder. Se, nonostante vari tentativi, non si riesce a sintonizzare i canali del
digitale terrestre, è consigliabile chiamare un tecnico specializzato in impianti di antenna,
che possa verificare l'installazione e correggere eventuali problemi nell'impianto di antenna.
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Verificare che la zona di residenza sia coperta davvero dai canali pubblicizzati.
Se la verifica dà esito positivo, provare a effettuare nuovamente la sintonizzazione
del decoder. Se il problema persiste, chiamare un tecnico che possa correggere eventuali
problemi di puntamento dell'impianto di antenna.
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Fra i canali trasmessi in digitale terrestre in Italia, ci sono vari canali d'informazione
internazionali in inglese, francese, spagnolo ecc. In caso si risieda in zone di confine,
è possibile che si riesca a ricevere anche il segnale di canali stranieri trasmessi
dai Paesi limitrofi. Per quanto riguarda la ricevibilità dei programmi non ci sono
problemi. La fruibilità dei servizi interattivi viceversa potrebbe non essere possibile.
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Si, se il decoder è dotato di una seconda presa SCART. Il videoregistratore
verrà allora collegato, non al televisore ma a questa seconda presa. Effettuato
il collegamento, sarà possibile registrare il canale sintonizzato sul decoder
e visualizzato sul televisore.
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Con la tv analogica, una procedura di questo tipo poteva contare sulla presenza
di due sintonizzatori (analogici), uno sul televisore e uno sul videoregistratore.
Con il passaggio alla tv digitale, si potrà generalmente contare su un solo
sintonizzatore attivo (quello del decoder digitale, esterno o integrato al tv).
Registrare un canale mentre se ne guarda un altro, richiede dunque la presenza di
un secondo sintonizzatore digitale. Questo può essere presente su un secondo
decoder da collegare al videoregistratore, o direttamente sul primo decoder nei
modelli con doppio sintonizzatore digitale. Esistono anche videoregistratori con
decoder digitale integrato.
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Per registrare il canale visualizzato sul televisore, è necessario che il
videoregistratore sia collegato ad una presa Scart del televisore abilitata sia
all'ingresso che all'uscita dei segnali audio video (Scart IN/OUT). Al momento
di acquistare un televisore con decoder integrato, se si intende utilizzare un
videoregistratore, è bene accertarsi di questa possibilità. In
caso si voglia registrare un canale mentre il televisore ne mostra un altro,
è invece necessario dotare il videoregistratore di un suo decoder digitale
esterno dedicato. O utilizzare un videoregistratore con decoder integrato.
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Le modalità di collegamento da adottare dipendono dal numero di prese
SCART disponibili sul televisore e su ognuno degli apparati, nonché dalle
priorità con cui si vuole che i segnali dei vari apparati compaiano sul televisore.

Immagini di Alessandro Alessandrini / www.alfa-lab.com
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è un decoder, esterno o integrato nel televisore, dotato delle funzionalità offerte
dallo standard MHP (Multimedia Home Platform) e di un canale di interazione. Quelli che permettono
l'utilizzo di un canale di interazione a larga banda (per es. l'ADSL) sono in grado di accedere
anche a contenuti audiovisivi "a richiesta", come servizi per rivedere programmi già andati
in onda o cataloghi di film, telefilm e altro ancora; questi ultimi sono facilmente identificabili
sugli scaffali dei negozi dalla presenza del bollino "gold" del DGTVi.
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Il canale di interazione, o canale di ritorno, presente in tutti i decoder interattivi, è
un collegamento stabile del decoder, sia esso esterno che integrato nel televisore, verso una rete
di telecomunicazioni. In funzione del tipo di decoder, il canale può essere realizzato
collegando il modem integrato nel decoder alla linea telefonica di casa (questa tipologia è
supportata da tutti i decoder interattivi) oppure può essere realizzato collegando la presa
"ethernet" integrata nel decoder al modem del fornitore del servizio a larga banda (questa tipologia
è supportata dai soli dispositivi con il bollino "gold" del DGTVi). In questo ultimo caso,
il collegamento potrebbe essere realizzato in modalità "wireless" attraverso, ad esempio,
la tecnologia WiFi. Il canale interattivo viene attivato automaticamente ogni volta che l'utente,
all'interno di una servizio interattivo e attraverso i tasti del telecomando, necessiti di
un'interazione con il fornitore di servizi.
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Esistono diversi tipi di servizi interattivi: quelli che sfruttano la cosiddetta interattività
"locale" e quelli che sfruttano le potenzialità del canale di interazione ovvero la cosiddetta
interattività "piena". I primi, non sfruttando il canale di interazione, sono generalmente
servizi di arricchimento dei programmi o di informazione in senso lato; la fruizione di questo
tipo di servizi non necessita di un collegamento alla linea telefonica. Gli altri, viceversa,
per potere interagire con il fornitore di servizi o con il broadcater stesso, necessitano del
collegamento alla linea telefonica; in funzione del tipo di decoder, il canale di interazione
può essere realizzato collegando il modem integrato nel decoder alla linea telefonica
di casa (questa tipologia è supportata da tutti i decoder interattivi) oppure può
essere realizzato collegando la presa "ethernet" integrata nel decoder al modem del fornitore
del servizio a larga banda (questa tipologia è supportata dai soli dispositivi con il
bollino "gold" del DGTVi). In questo ultimo caso, il collegamento potrebbe essere realizzato
in modalità "wireless" attraverso, ad esempio, la tecnologia WiFi. Il canale interattivo
viene attivato automaticamente ogni volta che l'utente, all'interno di una servizio interattivo
e attraverso i tasti del telecomando, necessiti di un'interazione con il fornitore di servizi.
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Nel solo caso in cui il canale di interazione sia realizzato collegando il modem integrato
nel decoder alla linea telefonica di casa. In tal caso chi chiamerà il numero
troverà la linea occupata durante il collegamento. D'altro canto, sollevando il
ricevitore del telefono possono crearsi dei disturbi al collegamento di interattività.
Questo non accade quando il canale di interazione viene realizzato collegando la presa
"ethernet" integrata nel decoder al modem del fornitore del servizio a larga banda.
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Il costo dei servizi interattivi dipenderà dalle scelte del fornitore di servizi.
Un fornitore di servizi di pubblica utilità potrà offrirli gratuitamente o
ad un prezzo molto contenuto. Un fornitore di contenuti particolarmente appetibili sul
piano commerciale effettuerà le politiche di prezzi che riterrà più
opportune. Nel caso in cui il servizio preveda l'utilizzo del canale di ritorno, il costo
del collegamento dipenderà dal fornitore di rete di telecomunicazioni.
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Sì, per accedere a tali servizi di utilità il meccanismo è simile
all'attuale televideo, è possibile richiamarli mentre si sta vedendo un normale
programma televisivo agendo sul telecomando, normalmente attraverso il tasto rosso.
Tuttavia, con la tecnica digitale, i servizi di utilità saranno visibili
contemporaneamente ai programmi televisivi (mediante suddivisione dello schermo in zone)
e saranno molto più funzionali e attraenti del semplice televideo. Inoltre sarà
possibile accedere ad una serie di servizi, in grado di fornire informazioni di carattere
individuale e privato o effettuare transazioni commerciali, tramite accesso a centri di
servizio gestiti dalle emittenti televisive o da terzi fornitori di servizio. Tipici
fornitori saranno le pubbliche amministrazioni centrali o locali, che renderanno disponibili
sulla televisione digitale terrestre, servizi attualmente accessibili solo da Internet o dal
cellulare. Ma non solo; anche le emittenti televisive potranno offrire contenuti audiovisivi
"a richiesta", come servizi per rivedere programmi già andati in onda o cataloghi di
film, telefilm "a la carte" e altro ancora. A tal fine, è necessario però
che il decoder, esterno o integrato nel televisore, sia del tipo interattivo, cioè
dotato di un canale di ritorno, ovvero di un canale di interazione che utilizzi una rete
di telecomunicazioni e delle funzionalità offerte dallo standard MHP (Multimedia Home Platform).
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è un servizio di televisione a pagamento. Si tratta di canali televisivi visibili
soltanto a quegli utenti che abbiano sottoscritto un abbonamento con un operatore pay. Chi
non è abbonato, non ha accesso ai canali di quell'operatore.
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Un servizio Pay-per-View consente ad un utente di vedere singoli eventi televisivi (per
esempio una particolare partita di calcio, un film, ecc.) trasmessi ad orari prestabiliti,
previo pagamento di una piccola somma. Gli eventi sono criptati e solo l'utente che ha
pagato per essi è in condizione di vederli.
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è una tessera, dotata di "chip" e memoria, che va inserita nell'apposita fessura
del lettore di "smart card" che, nella maggior parte dei casi, si trova sul fronte del
decoder esterno, oppure deve essere inserita in un dispositivo CAM che a sua volta deve
essere inserito nella fessura della "Common Interface" del televisore. Ogni operatore di
tv a pagamento ha la sua, e ogni carta è compatibile solo con l'offerta di quel
singolo operatore. Si compra, normalmente, nei negozi di elettronica di consumo. Sulla
carta risiedono i codici con i diritti di visione dell'utente, che possono essere in forma
di abbonamento all'offerta dell'operatore, oppure di credito a scalare per l'acquisto di
singoli programmi televisivi.
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La CAM (Modulo ad Accesso Condizionato), è un piccolo componente elettronico che
va inserito nell'apposito alloggiamento presente sui televisori (la c.d. "Common Interface")
con decoder integrato compatibili con la pay tv. All'interno della CAM va poi inserita la
smart card dell'operatore di tv a pagamento. La CAM contiene alcuni codici che insieme
a quelli presenti sulla smart card, permettono di rimettere 'in chiaro' i contenuti della
tv a pagamento trasmessi in modalità criptata. Il dispositivo CAM non è
incluso nel televisore, e va quindi acquistato a parte.

Immagini di Alessandro Alessandrini / www.alfa-lab.com
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L'immagine in alta definizione è un'immagine con una qualità video
decisamente maggiore rispetto alla definizione televisiva standard alla quale siamo
abituati. In pratica viene ripreso e poi riprodotto un maggior numero di "informazioni",
ovvero un maggior numero di sfumature di colore, un maggior numero di "punti" di immagine,
un maggior numero, in definitiva, di minuscoli particolari. Grazie a questo, l'immagine
in Alta Definizione, vista in tv, risulta decisamente più coinvolgente, ricca di
colore, realistica, capace di regalare delle sensazioni molto intense. Per vedere i canali
in Alta Definizione del digitale terrestre, sono necessari decoder e televisori compatibili
con questo standard.