ALLARME PIAZZE

 

ALLARME PIAZZE

ALLARME PIAZZE

“ALLARME PIAZZE”: E’ SEMPRE MENO LA GENTE CHE VA A FARE LA SPESA NEL “SALOTTO” PADOVANO.
BERTIN (ASCOM): “MA RESTA PUR SEMPRE UN “CENTRO COMMERCIALE NATURALE” SUL QUALE DOBBIAMO INVESTIRE”

Piazze di PadovaE’ allarme piazze. Nel senso che il “salotto” del commercio padovano sembra non essere più tale.
Già nei mesi scorsi si erano fatte sempre più insistenti le voci di un progressivo calo dell’ ”appeal” di una delle zone più celebrate di Padova e ne erano stati pure individuati i motivi: difficoltà di arrivare in un centro privo di parcheggi, innanzitutto, e poi abbassamento del livello qualitativo con l’immissione di nuovi operatori stranieri non esattamente in linea con gli standard di tradizione e qualità delle “piazze”.
Adesso, a confermare tutto questo e a fissare, nero su bianco, lo stato di disagio dell’area, arriva la rilevazione dell’Ufficio Studi dell’Ascom che ha correlato una serie di dati provenienti sia dai commercianti che dai consumatori.
Ed un primo dato di sicuro interesse è che a scendere è proprio il comparto alimentare, vero fiore all’occhiello di un’area dove insistono, oltre ai banchi della frutta e verdura, anche i negozi sotto il Salone e tutta una serie di altri esercizi di consolidata tradizione.
“Si tratta di una contrazione che varia dai 10 ai 15 punti percentuali –precisano all’Ascom- e che sembra riconducibile alle minori presenze registrate ogni giorno in centro”.
Minori presenze dovute, come si è detto, soprattutto alle difficoltà di parcheggio, ma anche al non gradimento del mezzo pubblico (caotico nelle ore di punta e quindi non agevole per chi, fatta la spesa, deve portarsi appresso le borse).
“Il risultato –continuano all’Ascom- è che alla spesa quotidiana in centro, si preferisce sempre di più il passaggio, magari settimanale, nel centro commerciale in periferia”.
Non solo. La difficoltà di accesso, riducendo il numero dei clienti, limita anche la vendita di taluni prodotti. Così dicasi, ad esempio, per certe paste alimentari particolari o per taluni prodotti “di nicchia” come certi formaggi o certi salumi ormai appannaggio di chi, nelle piazze o nelle immediate vicinanze, ci abita, ma non più nel menu di chi il centro non riesce più a raggiungerlo.
A questo, comunque, va aggiunta anche una sana dose di autocritica.
“Non vi è dubbio –commentano all’Ufficio Studi dell’Ascom- che l’offerta oltre che sostenuta, vada anche adeguata ai tempi ed in questo senso, almeno un commerciante su tre (36%) ritiene indispensabile pensare a nuove forme promozionali per una zona che, finora, ha “vissuto di rendita”, ma che adesso necessita di un rilancio proprio alla luce delle mutate condizioni.
“E’ evidente –dichiara Patrizio Bertin, presidente dei commercianti Ascom del centro storico- che promozione ed accesso al centro sono due facce della stessa medaglia. Pensare alla prima senza aver trovato soluzioni per il secondo è esercizio destinato a non risolvere la questione. Solo che, a forza di rinviare nel tempo le decisioni, si rischia di rimanere con un centro “povero” di commercio e dunque privo di una delle caratteristiche che lo hanno reso famoso”.
“Per questo –continua Bertin- in linea con quanto ha già fatto l’Ascom che ha aperto un nuovo ufficio in via Zabarella, pubblico e privato devono investire sulle piazze, “centro commerciale naturale” di Padova e, più in generale, sul centro storico: ne trarrà beneficio l’intera città che, in questo modo, potrà riappropriarsi del suo ruolo di capitale commerciale del Veneto”.

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